IL MANIFESTO CULTURALE

Ci sentiamo orgogliosi di proporre un festival internazionale di teatro e parola, che formi il pubblico ad una grande arte legata al sapere parlare, al sapere analizzare la realtà, al sapere approfondire la memoria, al sapere discutere sui grandi temi del sociale.

Noi crediamo che la cultura sia necessaria al benessere di un paese, perché la cultura insegna a pensare e a capire, insegna ad unire le diversità nel rispetto della più distante identità. E crediamo che un festival internazionale di teatro e parola, che diventi scuola per i bambini e per adulti consapevoli, sia un luogo di incontri, di conoscenza, di approfondimento, di creazione, un luogo in cui imparare ad entrare nel futuro col piede leggero e sicuro. Fra l’altro il gioco è legato alle regole. Non c’è gioco senza regole. E gioca meglio chi conosce a fondo le norme. Noi crediamo alle regole, non solo del piccolo gioco scenico, ma del grande gioco delle parti di pirandelliana memoria. Crediamo al lavoro collettivo, alla dialettica del pensiero, alla forza della memoria, alla progettazione generosa di un futuro migliore.

Dacia Maraini

Il Festival delle due rocche – Incontri internazionali di teatro e parola nasce nel settembre 2011 ad Arona.

Nasce dalle competenze presenti su questo territorio che si mettono a servizio della comunità locale per contribuire a valorizzare un patrimonio storico e paesaggistico per troppo tempo trascurato. Ne è simbolo la Rocca di Arona, terrazza naturale sul lago e sito natio di San Carlo Borromeo, luogo riaperto grazie alle tredicimila firme raccolte dal FAI e dagli Amici della Rocca.

Nasce grazie alla generosità e fiducia di Dacia Maraini che afferma come “I luoghi devono aprirsi alle parole e creare focolai di cultura”

Nasce con un pizzico di orgoglio campanilistico nel portare un’offerta culturale internazionale anche ad Arona, da sempre fanalino di coda del Lago Maggiore nell’offerta culturale strutturata a livello internazionale. Ma questo orgoglio diventa immediatamente una proposta costruttiva che completa il percorso culturale del Lago Maggiore, che assegna la musica classica a Stresa, il jazz ad Ascona e il cinema a Locarno, ricreando sul nostro specchio d’acqua tutti gli elementi fondanti di un film: la parola diventa sceneggiatura, la musica diventa colonna sonora, la recitazione diventa pellicola cinematografica. E’ da qui che iniziamo a parlare di “vie d’acqua dell’arte”.

In questo contesto nasce l’idea de “Il Teatro sull’Acqua”, un progetto culturale teso a promuovere e valorizzare l’idrovia Locarno-Arona-Milano con l’affascinante prospettiva di andare a teatro in barca in occasione dell’Expo 2015.

Direzione artistica: Dacia Maraini

Da unidea di: Luca Petruzzelli, Francesca Di Mauro, Valentina Rossi, Cinzia Mastroianni, Marcella Marini, Ivan Nodari, Davide Reina e Angelo Poletti.

Con la collaborazione di: Barbara Franco, Rossella Kohler, Paolo Sacchi, Andrea M., Valentina Modini, Marta Ragazzoni, Stefano Picarazzi, Vanessa Travenzollo, Roberta Tredici, Antonella Beggiato, Francesca Mariotti.